29.10.2018

Opere aperte. Arte in movimento, 1955-1975

Fundació Catalunya La Pedrera, Barcellona
27 settembre 2018 - 27 gennaio 2019

Opere aperte. Arte in movimento, 1955-1975
Fundació Catalunya La Pedrera, Barcellona

27 settembre 2018 - 27 gennaio 2019


Nel 1962 Umberto Eco pubblica “Opera aperta”, testo capitale nel quale delinea il concetto di apertura e lo designa come il tratto caratteristico della creazione contemporanea.
“L’opera aperta” descritta da Umberto Eco è un’opera molteplice, in movimento, “un campo di possibilità” infinito, aperto all’interpretazione di colui che la guarda (la interpreta, la legge). Essa esige dall’osservatore un “atto di libertà cosciente”, la sua partecipazione e instaura così un nuovo rapporto di godimento estetico e di fruizione dell’oggetto d’arte: l’osservatore ne diventa il co-autore. Essa apre la sensibilità all’integrazione e alla comprensione della realtà. L’ opera aperta è la metafora di una nuova visione del mondo in cui la realtà è percepita come instabile, ambigua e in perenne mutazione. Essa è l’immagine stessa della discontinuità del reale: “non la racconta, la è”.

Negli anni Cinquanta e Sessanta si assiste all’avvento di una “nuova concezione artistica”, un vero e proprio laboratorio internazionale di ricerche che spinge verso una trasformazione radicale dell’arte, verso un’arte più vicina al reale.

“Non si cerca più di produrre arte, ma di trasformare la realtà”
(Udo Kultermann)

Trasformare la realtà attraverso l’arte: in contrapposizione all’arte informale, prigioniera della propria chiusura élitista e distaccata dal pubblico, una nuova generazione di artisti desidera aprirsi al mondo. Andare oltre il mito dell’artista individualista rinchiuso nella sua torre d’avorio, oltre la creazione soggettiva ed emozionale e dinamizzare un linguaggio ormai arido. Essi rivendicano un ruolo attivo nella società e desiderano ristabilire una relazione con il pubblico. Trasformare l’esperienza estetica e strappare lo spettatore dalla passività, invitarlo a partecipare e farne un collaboratore attivo: aprire la percezione, renderlo cosciente della sua fisicità e delle relazioni che lo legano al mondo. Desiderano attaccare l’opera d’arte in quanto oggetto “fétiche”, ordinarla in una struttura oggettiva e reale e portarla fino alla dissoluzione.
Aprirsi al mondo: l’arte deve abbracciare il reale fino ad incarnarne l’essenza, essere l’immagine della sua instabilità, della sua mutazione perpetua. Concepire delle opere che cambiano, in movimento - cinetiche - per degli individui in movimento, liberare l’oggetto artistico, farlo uscire dalla cornice. E fare questo usando le tecniche le più diverse, i materiali più vari, presi dalla vita quotidiana, le nuove tecniche industriali, sfruttando le forze stesse della natura.

“Il cinetismo non è “ciò che si muove”, è la presa di coscienza dell’instabilità del reale”
(Jean Clay)

L’opera si trasforma così in “evento fisico”, si apre, vibra, brilla nello spazio, si fa spazio. L’osservatore è posto al centro di un’esperienza non più esclusivamente visuale ma totale, che lo abbraccia, in cui il corpo e i sensi si ritrovano completamente immersi.
La “nuova concezione artistica” è stata una costellazione mobile e eterogenea di artisti segnata dal proprio impegno utopico. È una tendenza eterogenea per la sua molteplicità, la varietà di proposte e di ricerche che esprime ed è eterogenea anche per la sua dimensione geografica internazionale diffusa, disseminata. La sua rete europea è un tessuto policentrico di connessioni estremamente vivo, in cui ogni artista e ogni gruppo rappresenta un nodo autonomo e pulsante in dialogo costante con gli altri. Gli artisti moltiplicano gli scambi, gli incontri, le manifestazioni, le esposizioni, pubblicano manifesti e fondano riviste per divulgare e porre le basi teoriche delle proprie ricerche. Per questi artisti si tratta di cambiare l’arte, esplicitare la realtà e, così facendo, cambiare la realtà stessa.
L’esposizione Opere aperte vuole celebrare questa “avventura della mutevolezza”, così come l’ha definita Umberto Eco, e rendere omaggio al suo vitale slancio utopico. Essa esplorerà l’apertura, fisica e concettuale, dell’opera d’arte, il processo che la porta verso la propria dissoluzione: dall’apertura al movimento, all’interazione del pubblico, allo sviluppo di un nuovo linguaggio sistematico e oggettivo, alle ricerche attorno all’immateriale, il superamento della cornice e l’apertura verso lo spazio, la smaterializzazione e l’infinito.
Verranno presentate le opere dei protagonisti di questa rivoluzionaria internazionale artistica che ha operato tra gli anni cinquanta e sessanta e che Lea Vergine ha chiamato “l’ultima avanguardia”, con delle incursioni puntuali tra i precursori e i successori, includendo anche delle opere di artisti contemporanei che lavorano attorno agli stessi concetti di apertura e movimento e sullo spazio e la sua percezione.

La mostra intende ricomporre l'immagine caleidoscopica, utopica e radicale di questo momento storico e ritrovare il suo spirito internazionale eterodosso e non-dogmatico, la sua complessità: presenta le opere di artisti come Marina Apollonio, Pol Bury, Enrico Castellani, Lygia Clark, Gianni Colombo, Carlos Cruz-Diez, Dadamaino, Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Hans Haacke, Yves Klein, Heinz Mack, Piero Manzoni, François Morellet, Julio Le Parc, Jesús Rafael Soto, Takis, Jean Tinguely, Günther Uecker, Victor Vasarely… e include degli “ambienti” nei quali il pubblico sarà immerso come “un pesce nell’acqua”.
Il percorso proseguirà oltre le mura dell’esposizione con un intervento cromatico di Carlos Cruz-Diez su un passaggio pedonale che attraversa il Passeig de Gràcia ed uno Spazio ad attivazione cinetica di Marina Apollonio nel patio centrale della Pedrera.
Per concludere, queste proposte artistiche intorno alla liberazione delle forme, il superamento delle frontiere dei generi e l’integrazione dello spazio avranno una risonanza particolare all’interno della Casa Milà, il gioiello architettonico di Antoni Gaudí che accoglie l’esposizione.


Fundació Catalunya La Pedrera
Passeig de Gràcia, 92
08008 Barcelona

Orari: tutti i giorni dalle 9 alle 20.30 e dalle 21 alle 23

www.lapedrera.com
+34 902 202 138
info@lapedrera.com